February 8th, 2010
[Via: Greenmuze ]

L’ecomodding è una pratica diffusasi piuttosto di recente, che consiste nell’apportare modifiche e trasformazioni ad un veicolo a motore (non importa se a due, tre, quattro o più ruote), attraverso interventi aerodinamici e meccanici, allo scopo di ottimizzarne l’efficienza e ridurre il più possibile il consumo di carburante. Purtroppo tale pratica non è diffusa in Italia dove, a differenza di molte altre nazioni, è praticamente impossibile circolare con vetture modificate a meno che non si riesca ad ottenere una omologazione [cosa tutt'altro che semplice, ne sanno qualcosa i signori di Eurozev che hanno pure presentato un ricorso alla CEE nel tentativo di poter commercializzare la 'trasformazione' elettrica della vecchia 500 Fiat... ].
Fuori dall’Italia però gli ’smanettoni’ del modding ecologico possono sbizzarrirsi (e divertirsi) maggiormente: accade in Olanda ad esempio, dove l’intraprendente Allert Jacobs (uno smanettone fanatico dell’efficienza), grazie ad alcuni accorgimenti tecnici ma soprattutto alla realizzazione di un vistoso ‘guscio’ aerodinamico, è riuscito a migliorare sensibilmente le prestazioni del proprio scooter, un Honda ANF125i Innova, riuscendo ad ottenere la bellezza di 97,8 km con un litro di carburante contro i 42,5 km/l originali.. La riduzione della resistenza all’aria, resa possibile dal guscio esterno e ottimizzata anche attraverso l’adozione di una posizione di guida di tipo ‘recumbent’, cioè più sdraiata, ha consentito di migliorare anche la velocità massima della moto da circa 90km/h a 111 Km/h, nonostante il peso complessivo del veicolo sia notevolmente aumentato a seguito delle modifiche apportate. Unico difetto: una certa instabilità della moto in caso di venti forti laterali. Ma non si può sempre avere tutto…intanto attendiamo future ‘news’ dall’l'ingegnoso Jacobs, che ha promesso di stupirci ancora, trasformando la sua creazione in un veicolo a propulsione elettrica.
Tags: aerodinamica, automobile, carburante, ciclomotore, consumo, DIY, ecomodding, fai da te, hipermiling, modding, trasformazione
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February 6th, 2010
[Via: Architettura ecosostenibile]

Non il solito albergo nel caos cittadino, ma piccole camere immerse nella tranquillità della natura, accanto ad un fiume e distese verdi. Un paradiso terrestre? quasi: si tratta della residenza Monte Silo House, a Woodland, nello Utah. Ma qual’è la caratteristica principale di questo edificio? Lo si capisce dal nome: l’albergo, progettato e realizzato dallo studio Gigaplex Architects nell’agosto del 2006 infatti è stato ricavato da due grandi silos in lamiera, precedenrtemente utilizzati per lo stoccaggio dei cereali. Più sostenibile di così… [...Leggi tutto l'articolo su Architettura eecosostenibile]
Tags: albergo, architettura, campagna, edilizia, riciclo, Riuso, silos, Sostenibilità, USA, Utah
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February 5th, 2010
[Via: greenreport - Foto: La Torre Tours]

Se il futuro dell’auto "verde" è elettrico, Il litio probabilmente assumerà negli anni a venire un importanza pari a quella attuale del petrolio. In quest’ottica, una nazione come la Bolivia, ricca di giacimenti del prezioso minerale, si appresta a divenire (in maggior misura rispetto ai ‘vicini’ Cile ed Argentina) meta di frequenti pellegrinaggi da parte delle multinazionali desiderose di procurarsi le scorte di litio necessarie ai programmi futuri: questo di certo l’ha capito Evo Morales, che ha pensato bene di nazionalizzare tutte le attività estrattive: "il tesoro della terra salata è del popolo", i guadagni devono essere controllati dalle etnie indie che hanno sfruttato per anni il sale quasi da schiavi, e che invece oggi si trovano ad essere padroni delle preziose riserve. Il quotidiano boliviano La Razòn ha annunciato pochi giorni fa che il Salar de Uyuni [il deserto salato più grande del mondo] racchiude molto più litio metallico di quello che si pensava: addirittura tra i 18 e le 20 milioni di tonnellate, una quantità immensa che, se confermata, andrebbe a rimpinguare notevolmente il quadro delle riserve mondiali di litio, riserve che solo un paio di anni erano quantificate in 29,8 milioni di tonnellate (Keith Evans, rapporto "world’s Lithium resources and riserve")
La notizia potrebbe rendere felici i boliviani: tuttavia non sarà facile gestire le crescenti pressioni interne ed esterne (le Forze Armate di La Paz hanno già messo le mani avanti, chiedendo di poter incamerare il 3% delle entrate derivanti dall’estrazione), governare le attività minerarie e di trasformazione e, allo stesso tempo, continuare a tutelare gli interessi delle minoranze etniche e preservare i delicati equilibri ambientali di veri paradisi naturali come quelli dei ’salar’ andini.
[... leggi tutto l'articolo su greenreport]
Tags: Ande, auto elettrica, batterie, Bolivia, giacimenti, lago salato, litio, Morales, salar, Uyuni
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February 3rd, 2010
Avevamo già parlato in un precedente post di Linda Schailon e di FLOW, la sua coloratissima collezione di anelli creati riciclando le cannucce delle bibite; Linda ora torna alla carica presentando un concept che parte dall’idea di "indossare la natura". Il risultato, sempre all’insegna del riciclo (questa volta la ‘materia prima’ è costituita da vasetti di yogurt e rete da giardino) è SPRINKLE, un abito con un impronta ‘naturalmente’ sexy… da vedere sul sito di Linda Schailon
Tags: abito, anelli, ecodesign, fashion, gioielli, riciclo, riciclo creativo, Riuso, upcycle, yogurt
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February 2nd, 2010
[Via: La Voce dell'emergenza]

Il blog di 9online – La Voce dell’emergenza affronta con dettagli e cifre l’attuale situazione della gestione rifiuti a Napoli dopo i tanti clamori sollevati durante il periodo dell”emergenza’ (terminata ‘ufficialmente’ a dicembre 2009). Come era facile prevedere, non ci sono stati miracoli e pertanto, nonostante in Campania sia decisamente aumentato il numero dei comuni virtuosi e ricicloni, la città simbolo della Campania continua ad avere la maglia nera nel riciclo dei rifiuti. Il livello massimo raggiunto per la raccolta differenziata a Napoli infatti è stato del 20% a dicembre scorso, mentre il decreto rifiuti del governo richiedeva il 25% e addirittura il piano comunale (datato 2008) prometteva il 35%. Nel 2009, infatti, la raccolta “porta a porta” che garantiva (nelle zone in cui veniva effettuata) percentuali di differenziata da ‘paesi modello’, ossia dal 65 all’80%, è rimasta sostanzialmente ferma alle zone già servite nel 2008 (…). Se a questo si aggiunge che la TARSU è aumentata del 60%, diventando una delle più alte d’Italia, i cittadini partenopei non hanno certo di che gioire… e che dire dell’Asìa, una società controllata al 100% dal Comune di Napoli che continua a lavorare senza contratto di servizio, costando al comune 170 milioni di euro l’anno , che ha 2.345 dipendenti pari a 2,6 per mille abitanti, (percentuale superiore di 1,5% rispetto alla media nazionale.) ? [... leggi tutto su La Voce dell'emergenza]
Tags: Campania, Comune, discariche, emergenza, inceneritore, municipalizzata, Napoli, raccolta differenziata, Rifiuti
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