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Giann.net vi segnala:

Car-puccino: l’auto che va col caffè [50 espressi per un miglio...]

March 10th, 2010

[Via: ecofriend

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Può sembrare un’idea da pazzi (e forse lo è..) quella di voler alimentare la propria auto (una vecchia Volkswagen Scirocco del 1998) con i grani di caffè piuttosto che con la benzina: di certo l’idea di utilizzare un carburante ‘alternativo’ e naturale ha  spinto questo team di ’scienziati pazzi’  [nell'ambito del programma televisivo scientifico della BBC “Bang Goes the Theory” ] a dimostrarne la fattibilità, percorrendo 210 miglia da Manchester a Londra con la loro ‘creatura’ : di certo non si può parlare di alternativa economica, visto che il caffè costa molto di più del carburante tradizionale (la vettura così trasformata fa tre miglia con un chilo di caffè, quindi diciamo che si ‘beve’ circa una cinquantina di espressi per miglio), cosicchè il costo di esercizio della car-puccino potrebbe stimarsi in circa 50 volte quello della Scirocco originale a benzina; inoltre Il serbatoio inoltre deve essere ricaricato con grani di caffè ogni 30-45 miglia… ad ogni modo un piccolo vantaggio c’è: le emissioni di CO2 sono molto inferiori a quelle ottenute con il carburante tradizionale. L’unico vero inconveniente, a mio avviso, è che il motore, con tutto quel caffè, potrebbe avere un comportamento un po’ ‘nervoso’…

Tra 25 anni la metà delle auto USA sarà ‘ecologica’ [o quasi...]

March 8th, 2010

[Via: Autoblog - EIA]

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Fare previsioni sul futuro non è certo cosa semplice (soprattutto se si vuole garantire un minimo di attendibilità…): ciononostante sono molti quelli che provano a sbilanciarsi: ad esempio Peter Voser, CEO di Shell, che la scorsa settimana l’ha sparata grossa dicendo di aspettarsi una quota di mercato del 40% per le  vetture ‘plug-in’ al 2050 (le ‘plug-in’ sono le auto elettriche ricaricabili da una qualsiasi presa di corrente). La EIA – U.S. Energy Information Administration, ente governativo statunitense che si occupa di dati, studi e statistiche in materia di energia, non ha spinto così avanti e così nello specifico le sue previsioni, ma nello studio "The Cars of the Future" (contenuto nel report ‘Annual Energy Outlook 2010′) si è piuttosto limitata ad analizzare l’evoluzione futura nelle vendite di tutti i veicoli "alternativi", (per intenderci tutti quelli non spinti esclusivamente da combustibili ‘tradizionali’): si parla quindi sì di vetture elettriche, ma anche ibride, diesel [che negli Stati Uniti non sono particolarmente diffuse] e ‘flex fuel’, cioè quelle che possono essere alimentate con svariate miscele di biocarburanti e combustibili di derivazione fossile. Il risultato di questo studio dell’EIA  è un trend crescente per la quota di mercato di queste autovetture, destinato a raggiungere al 2035 quasi la metà del mercato (49%).  Il dato complessivo potrebbe non essere considerato un gran passo avanti, soprattutto vista l’alta percentuale di veicoli ‘pseudo’ green come quelli appunto di tipo ‘flex fuel’ sul totale. Maggiori dettagli dell’analisi sul sito dell’EIA (in inglese)

Le scorie nucleari? Conserviamole in superficie per il futuro… [nelle centrali potremmo andarci a vivere]

March 6th, 2010

[Via. ANSA- Ambiente]

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Potrebbe sembrare una provocazione, ma in realtà è quanto emerso dal dibattito pubblico svoltosi ieri a Roma e patrocinato da Enel, a cui hanno partecipato due ‘Ex’: L’ ex attivista di Legambiente (poi ex presidente Enel) Chicco Testa) ora alla ricerca di altri ex ambientalisti "dissociati" dal dogma anti-nuclearista (come li definisce Chicco sul suo blog NewClear), e un ex fondatore di Greenpeace, Patrick Moore, poi fuoriuscito per dissensi. ”Le scorie – spiega Moore – tanto per essere chiari non sono pericolose, si dovrebbero perlopiu’ riciclare e riutilizzare, ovviamente non l’anno prossimo ma seguendo un programma che, per esempio in Francia gia’ esiste” [speriamo solo che Moore non si riferisse a QUESTO programma...]. In quanto alla sicurezza di una centrale nucleare  dice: ”Sarei pronto anche a viverci dentro, e’ il posto piu’ sicuro al mondo e addirittura da uno studio sui 54.000 adetti americani emerge che hanno meno malattie e sono in miglior buona salute. I rischi di una centrale sono piccolissimi, non sono nemmeno misurabili”. E quando si pensa alle scorie, osserva, (…) sarebbe meglio conservarle in superficie in un deposito da 80 tonnellate” dal momento che ”con il passare degli anni le tecnologie potranno aiutare a riutilizzare” quei rifiuti. [... leggi l'articolo su Ansa-ambiente]

Pedal Power: Usare una bicicletta come strumento di lavoro

March 4th, 2010

 [Via: Inhabitat]

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Noi che godiamo quotidianamente dei vantaggi offerti dall’appartenenza ad un paese industrializzato (vabbè, anche se non saranno tutte rose e fiori…), potremmo associare un’oggetto come la bicicletta quasi sempre al tempo libero, ai momenti di svago, alla bella stagione, meno spesso alla mobilità quotidiana, quasi mai al nostro ambito lavorativo: la bici insomma per noi ‘occidentali’ è solo un mezzo di trasporto e non è vista mai o quasi mai (i ciclisti professionisti non fanno testo) come un vero strumento di lavoro. Se però cerchiamo di vestire i panni di chi non può tanto tranquillamente disporre delle risorse che noi diamo sempre per scontate (acqua, energia elettrica, denaro tanto per fare qualche esempio), come chi vive nei paesi del terzo mondo e in quelli in via di sviluppo, possiamo capire come una bicicletta possa invece essere il solo mezzo in grado di sfruttare l’unica forma di energia facilmente disponibile (quella umana!) per muovere degli ingranaggi, far lavorare un tornio, un generatore elettrico o una pompa, insomma un qualsiasi strumento di lavoro. Sul sito dell’associazione no-profit ‘Technology for the Poor’ sono disponibili alcuni esempi ben documentati di invenzioni ’salvavita’ applicabili abbastanza facilmente alle comunità rurali che vivono nel sud del mondo: si va dal pozzo alimentato dal vento mediante una turbina eolica ’savonius’, alle tecniche low-cost per l’edificazione di una casa, all’orto ‘urbano’ realizzato con vecchi copertoni, per arrivare alla trasformazione di una bicicletta ai fini dello sfruttamento del ‘pedal power’. Modificare una bici non è poi così difficile: è sufficiente realizzare un cavalletto di supporto abbastanza robusto e collegare una grossa puleggia alla corona dentata azionata dai pedali. I materiali per effettuare la trasformazione possono essere abbastanza facili da reperire anche nelle regioni meno ‘civilizzate’. Provate a dare un’occhiata alle foto che illustrano solo alcune delle possibilità di utlizzo.

Fiat al Salone di Ginevra 2010: l’azzurro della Fiat 500 meglio del verde Ferrari

March 3rd, 2010

[Foto: Autoblog]

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Come ogni autosalone che si rispetti, anche l’80esimo International motor show di Ginevra [dal 4 al 14 marzo 2010] non ci ha risparmiato il tam tam sulle novità ecologiche e ‘green’ [o presunte tali] dal mondo delle quattro ruote. Sui quotidiani di oggi, grande spazio veniva dato al prototipo della prima Ferrari ‘verde’ , la 599 Hy Kers, una supersportiva da 620 CV che affianca al motore 12 cilindri un piccolo propulsore elettrico che gli consente di  viaggiare ‘per brevi tratti’ (5-6 km, grazie al contributo del ‘kers’) ad emissioni praticamente zero. Per dare maggiore risalto a questa vocazione, anche il colore del prototipo presentato era un bel verde menta…bene, ora mi domando: qual’è il reale vantaggio procurato all’ambiente da vetture di questo tipo? E’ vero che c’è un abbattimento del 35% delle emissioni di CO2 (nel ciclo combinato), ma si parte sempre da una vettura che ‘normalmente’ sputa fuori quasi mezzo chilo di CO2 per ogni Km percorso, e poi quanti potranno permettersi questa vettura, sicuramente più cara del modello da cui deriva che viene venduto ‘chiavi in mano’ a più di 250.000 euro?

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Al verde della Ferrari preferisco di gran lunga l’azzurrino della Fiat 500 TwinAir, anch’essa presentata al salone di Ginevra, ma che non arriverà sul mercato prima di settembre (al prezzo di circa 12.000 euro): l’utilitaria sarà dotata del propulsore bicilindro SGE 900 cc da 85 CV in grado, grazie alla tecnologia Multiair sviluppata da Fiat, di garantire un consumo medio di soli 3,7 litri per 100 Km con solo 98 g/km di emissioni di CO2. Ecco perchè Lorenzo Sistino, amministratore delegato di Fiat Automobiles descrive con entusiasmo il nuovo motore Twin Air come ‘il piu’ ecologico a benzina del mondo’. ‘Il settore dell’auto ci ha messo 15 anni per ridurre le emissioni di CO2 di poco piu’ del 20%. Ora Fiat riduce il CO2 del 30% in un balzo solo’, ha detto il manager.

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