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Archive for the ‘acqua potabile’ Category

Un giro di manovella e in due minuti l’acqua è potabile [grazie a questa borraccia a UV]

Monday, August 9th, 2010

[Via: ecofriend]

pure_water_bottle_with_uv_light

Timothy Whitehead, laureato in design industriale e tecnologia alla Loughborough University è il vincitore britannico del  James Dyson Award (concorso internazionale che ha l'obiettivo di promuovere e motivare la prossima generazione di progettisti): Pure, l'invenzione che gli ha fruttato il prestigioso riconoscimento è una borraccia eco-friendly in grado di purificare l'acqua in soli due minuti. Grazie a questo dispositivo non è più necessario ricorrere a cloro o compresse di iodio per sterilizzare l'acqua,  poichè la decontaminazione viene effettuata grazie ad una lampada ad ultravioletti. Il recipiente esterno viene riempito con l'acqua sporca (ad esempio proveniente da un lago, fiume o anche da una pozzanghera).  Un filtro provvede a trattenere le particelle in sospensione fino a quattro micron di dimensione. Eliminati così i sedimenti, l'acqua viene sterilizzata per 90 secondi con una lampadina a raggi ultravioletti alimentata a manovella. La bottiglia d'acqua è  in grado di eliminare il 99,9 per cento di batteri e virus presenti nell'acqua. [...Leggi l'articolo originale (in inglese) su ecofriend]

Per fare un pozzo…ci vuole un tappo! [Filomondo raggiunge il traguardo di 335 tonnellate raccolte e 15 progetti realizzati in Africa]

Friday, July 9th, 2010

tappi_di_plastica

 

L'Associazione Filomondo Onlus, artefice di svariati progetti umanitari nel sud del mondo e impegnata tra l'altro nella raccolta di tappi di plastica come mezzo di finanziamento delle sue iniziative,  festeggia il raggiungimento del  traguardo di 335 tonnellate  di tappi raccolti e sul suo sito esprime un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e stanno tuttora partecipando alla raccolta di tappi in plastica da "convertire" in aiuti concreti da realizzare nelle zone più povere dell'Africa. Nello stesso sito vengono elencati i ben 15 progetti portati a termine, nonchè  quelli in corso di realizzazione dall'Associazione.

Ecco quello che si è stati in grado di realizzare:

  * il primo progetto “pozzo a Mchito”  (costo 24.000 euro) a circa 60 Km dalla capitale del Tanzania, Dodoma
  * un secondo pozzo a Mlowa (costo 30.000 euro) sempre nella stessa regione
  * un terzo pozzo a Masawi (costo 25.000 euro) a nord della capitale, nella regione di Kondoa
  * un quarto pozzo è stato finanziato ed è terminato in Kenya, a Sotik (costo 10.000 euro), a 250 km
     da  Nairobi
  * rifacimento impianto acqua potabile (costo 3.000 euro) nella casa degli studenti dei P. Passionisti a    Arusha, in Tanzania
  * collegamento tra due scuole, in territorio di Alendo -Karungu  in Kenya, con una
     tubazione di 4 km , al  pozzo con acqua potabile (costo 4.000  euro).
  * nuovo progetto per un pozzo a Gogti (costo 5.500 euro) nell'Etiopia Orientale nel distretto di Jijiga
  *abbiamo contribuito alla costruzione di un serbatoio in cemento armato (costo 1.300 euro) nella    parrocchia di Kigwe in Tanzania nella regione di Dodoma.
  * un sesto pozzo è stato finanziato a Eldoreth in Kenya (costo 10.000 euro)
  * un settimo pozzo è stato finanziato a Kadem in Kenya (costo 10.000 euro)
  * un ottavo pozzo è stato finanziato a Korogwe in Tanzania (costo 9.220 euro)
  * un sistema idrico gravitazionale è stato finanziato a Haro Shanko in Etiopia (costo 15.000 euro)
  * manutenzione del pozzo della Parrocchia di Veyula in Tanzania (costo 5.000 euro)
  * manutenzione del pozzo della Missione di Veyula in Tanzania (costo 4.740)

L'Associazione Filomondo invita tutti a promuovere e a contribuire alla raccolta di tappi presso amici, luoghi di lavoro, condomini, scuole ed esercizi commerciali. I tappi di plastica raccolti, una volta macinati, verranno consegnati ad aziende di riciclaggio di plastica e il ricavato servirà per sostenere la realizzazione di pozzi in Tanzania e Kenya. I tappi da raccogliere sono solamente i tappi delle bottiglie di plastica in PE (polietilene), e in PP (polipropilene), ovvero i tappi delle bottiglie di acqua, gassosa, aranciata, latte, succhi di frutta e dei detersivi puchè siano puliti. Buona Raccolta!

Dissetarsi con un buon bicchiere di rugiada [grazie a questo ingegnoso raccoglitore]

Thursday, July 8th, 2010

[Via: Inhabitat]

 Dew_bank_raccoglie_la_rugiada

Da oltre un secolo scienziati e ingegneri studiano il modo di sfruttare efficacemente l'umidità (rugiada, nebbia) presente nell'aria ai fini dell' approvvigionamento idrico nelle regioni più aride. Un grande aiuto è giunto dall' osservazione della struttura di piante e insetti che popolano i deserti (che rappresentano i 'collezionisti' di rugiada di gran lunga più efficienti). Ad esempio, un ingegnoso insetto conosciuto come stenocara, o "coleottero delle nebbie" si rifornisce di acqua potabile restando appollaiato in una posizione opportuna e raccogliendo le goccioline di rugiada che si depositano sulle creste del suo dorso. Proprio questo simpatico animaletto ha ispirato il designer Pak Kitae, che messo a punto Dew Bank, un contenitore per la 'raccolta' della rugiada mattutina che potrebbe fornire un po' d'acqua potabile a tutte quelle persone (e sono milioni) che non dispongono dell'accesso ad una fonte. La mattina, quando la cupola del contenitore in acciaio inox è più fredda dell'aria, le gocce di rugiada si condensano su di essa, scivolando lungo le scanalature per poi venire raccolte nel serbatoio. Ogni giorno, lo stenocara è in grado di raccogliere acqua pari al 40% del suo peso corporeo. Kitae sostiene che la sua invenzione sia in grado di raccoglierne almeno un buon bicchiere. La Dew Bank ha vinto  il 'Bronze Prize' al 2010 IDEA Design Awards.
[... Leggi l'articolo originale (in inglese) su Inhabitat]

In Germania l’acqua sporca diventa un parco tematico

Tuesday, June 22nd, 2010

[Via: Inhabitat  Foto: Roman Mensing]

'Between_the_Waters_The-Emscher_Community_Garden_4

Between the waters' è il nome di questo geniale 'community garden' (nonchè impianto per il trattamento delle acque) nato sulla Emscher Island, tra il fiume Emscher e il canale Reno-Herne ad Essen (Nord Reno-Westfalia, Germania) grazie alla collaborazione dello studio di architettura Ooze e dell'artista/architetto Marjetica Potrc. L'impianto è 'sostenibile' poichè si alimenta solo con acqua proveniente dal territorio: acqua piovana, acque reflue e acqua degli adiacenti Emscher Rivert e Reno-Herne Canal. Le acque vengono trattate e ripulite attraverso installazioni visibili a tutti, consentendo ai visitatori di capire meglio i processi di trattamento (che normalmente avvengono fuori dalla nostra vista).

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La passeggiata attraverso il 'community garden' ha il suo culmine sulla piattaforma che sovrasta il fiume Emscher. Qui i visitatori possono dare un'occhiata al paesaggio circostante e rendersi conto di persona quanto siano ancora inquinate (e per questo ancora recintate) le acque dell'Emscher River  fiume considerato biologicamente 'morto', soprattutto a causa dell'attività estrattiva che nel secolo precedente ha rappresentato la principale risorsa per tutta la regione. Questo progetto, oltre a dimostrare come sia possibile ottenere un sistema hi-tech attraverso la combinazione di processi a bassa tecnologia,  ribadisce l'importanza del coinvolgimento dei residenti nelle pratiche sostenibili in materia di acqua  Il progetto sottolinea la capacità della natura di rinnovarsi e la forza della comunità per rendere questo accada. Date un'occhiata alla bella galleria di foto su dezeen

‘Chiudi il Rubinetto’ [e impara a non sprecare l'acqua]

Tuesday, June 15th, 2010

chiudi_il_rubinetto

Aquafresh , per ricordarci quanto sia preziosa una risorsa come l'acqua, ha lanciato l’iniziativa “Chiudi il rubinetto”, un invito a ragionare sui piccoli gesti quotidiani che possono ridurre l’impatto idrico nell’ambiente domestico del bagno, proprio a partire dal lavarsi i denti. L'utilizzo dell'acqua infatti è così frequente e continuo che è difficile rendersi conto di quanta se ne consumi (e di quanta se ne sprechi) ogni giorno. Basti pensare, ad esempio, solo al gesto di lavarsi i denti: è stato calcolato che in Italia vengono consumati in un anno ben 292,5 miliardi di litri d’acqua, un volume d’acqua pari a ben 265 volte quella che può contenere il Colosseo, o a 112 piramidi di Cheope (!) Questo anche perché il 36% degli italiani lascia il rubinetto aperto mentre si spazzola i denti. Nel ventesimo secolo, con il crescere della popolazione mondiale e dei consumi, l’utilizzo di acqua dolce da parte dell’uomo è aumentato di ben sei volte. E allora ogni goccia è importante, e non va sprecata. “Chiudi il rubinetto” testimonia l’impegno profuso da Aquafresh nel comprendere a fondo l’utilizzo dell’acqua legato al proprio prodotto, a cominciare dal processo produttivo fino al consumo stesso del dentifricio. Tutti gli oggetti comportano infatti un costo idrico – detto “acqua virtuale”, “water footprint” o “impronta idrica” – pari alla quantità di acqua dolce impiegata per la loro realizzazione e per il loro consumo. Si pensi ad esempio all’acqua utilizzata per trasformare le materie prime o per generare l’elettricità che alimenta i macchinari. Ed ecco che bere una tazzina di caffè da 125 ml. significa in realtà bere 140 litri di acqua virtuale, considerando tutta l’acqua utilizzata, ad esempio, per crescere la pianta, trasformare i chicchi o trasportare il prodotto (solo per citare alcune fasi del processo produttivo). Una t-shirt di cotone porta con se 2.000 litri d’acqua virtuale, mentre un chilo di carne di manzo necessita addirittura di 15.500 litri.

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