[Foto: ecotutto.it]
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Nel giro di un paio di giorni, due buone [mezze] notizie sul fronte delle rinnovabili: L'inaugurazione a Marghera/Fusina (VE) della prima centrale elettrica ad idrogeno del mondo, e la successiva inaugurazione a Priolo Gargallo, nel siracusano, della prima centrale solare termodinamica al mondo ad utilizzare la tecnologia 'a sali fusi'.
- La centrale ad idrogeno di Fusina è adiacente al [tristemente famoso] petrolchimico di Porto Marghera (dal quale riceve l'idrogeno generato dal normale ciclo produttivo). Il suo funzionamento si basa su un ciclo combinato in cui l'energia termica liberata dalla combustione viene convertita in energia elettrica nella turbina a gas, sviluppando una potenza di circa 12 MW, mentre i fumi di scarico sono costituiti esclusivamente da aria calda e vapore acqueo. Grazie a questa tecnologia sarà possibile un risparmio di emissioni di CO2 pari a 17 mila tonnellate annue.
- La centrale solare 'Archimede' inaugurata a Priolo Gargallo (SR), è invece la prima al mondo a usare la tecnologia dei sali fusi integrata con uni mpianto a ciclo combinato capace di funzionare 24 ore al giorno anche in assenza di sole. E' stata realizzata dall'ENEL con un investimento di 60 milioni di euro (senza aiuti statali) su progetto dell'Enea e sulla base di una idea del premio Nobel Carlo Rubbia. L'impianto ha una capacità di circa 5 Megawatt di energia elettrica con un risparmio all'anno di 2.100 tonnellate equivalenti di petrolio riducendo le emissioni di anidride carbonica di circa 3.250 tonnellate.
Dopo le buone [mezze] notizie, veniamo però al rovescio delle medaglie, intuibile abbastanza facilmente dalle dichiarazioni rilasciate dai vertici ENEL e dal ministro dell'Ambiente. La Prestigiacomo infatti ha affermato che "Tutti i Paesi europei si stanno orientando sul mix energetico che vede una metà provenire da fonti tradizionali con l'uso del petrolio e il restante 50% tra nucleare ed energie rinnovabili": evidentemente il ministro ritiene il nucleare tanto sostenibile da 'mixarlo' tranquillamente ad eolico e solare…
Non ci tranquillizza neppure Fulvio Conti, amministratore delegato ENEL che, in occasione dell'inaugurazione della centrale ad idrogeno ha affermato che "anche se i costi per la produzione di energia da questo gas risultano essere ancora alti, continueremo ad investire nella ricerca", ribadendo però alla fine che "per altri progetti simili ci vorranno alcuni decenni". Non è il caso di ricordare che invece per il nucleare, il [compianto?] Scajola aveva previsto scadenze decisamente vicine (inizio dei lavori al 2013, inizio della produzione al 2020…)


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