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Posts Tagged ‘scarichi’

[Via: Uomoplanetario]

Greenpeace_Detox_vs_Adidas_Nike

Sia il logo 'DETOX' che lo spot sono all'altezza delle migliori campagne pubblicitarie di Adidas e Nike: non si tratta però della sfida lanciata da un nuovo ipotetico 'brand' concorrente, bensì della campagna di sensibilizzazione lanciata da Greenpeace che questa volta pone il 'focus' sul problema dell'inquinamento da sostanze tossiche dei fiumi cinesi – direttamente connesso con gli stabilimenti dei distretti tessili  Youngor Textile ComplexWell Dyeing Factory Limited (Hong Kong) che sono più o meno direttamente riconducibili ai due colossi dell'abbigliamento sportivo. Gli scarichi incriminati sono localizzati rispettivamente sul delta delllo Yangzte ['Fiume azzurro'... forse una volta! ] - che è il più lungo della Cina e fornisce acqua potabile a circa venti milioni di persone – e del fiume delle Perle (terzo fiume cinese per lunghezza). I risultati delle analisi condotte dall'associazione ambientalista indicano la presenza di alchilfenoli e composti perfluorurati  (PFC), pericolosi perché alterano il sistema ormonale dell’uomo e agiscono anche a basse concentrazioni. Greenpeace invita le aziende a dare dimostrazione di voler risolvere davvero il problema, adottando da subito una politica chimica fatta di monitoraggi periodici e scadenze precise, per ridurre e infineeliminare l’uso di composti pericolosi lungo l’intera catena di rifornimento. [...Vai a vedere il video spot su Uomoplanetario]

[Foto: GENeco]

bio_bug_VW_beetle_runs_on_waste

E' in grado di percorrere più di  16.000 chilometri all'anno grazie al 'contributo' degli scarichi di 70 abitazioni il Bio-Bug, la vettura sperimentale realizzata a Bristol (UK) da  GENeco, società che opera nel settore delle energie rinnovabili, di proprietà del colosso britannico della differenziata Wessex Water.  La Bio-Bug (che viene considerata come una valida alternativa ai veicoli elettrici), si alimenta grazie al bio-metano che viene generato nel processo di depurazione delle acque reflue urbane. Un tentativo di ridurre la dipendenza dal petrolio estero che non è proprio una novità: In Svezia infatti si stima che circolino oltre 11.500 veicoli alimentati da biometano prodotto a partire da impianti di depurazione. Tuttavia, mentre fino ad ora i tentativi  di alimentare un veicolo a biogas  pagavano  una penalizzazione in termini di  prestazioni, i creatori del Bio-Bug garantiscono che il motore 2 litri del loro prototipo sia in grado di garantire prestazioni di tutto rispetto (la velocità max è più di 183 Km/h). Mohammed Saddiq, portavoce di GENeco, ha spiegato che la scelta del modello Volkswagen Beetle (Maggiolino) per l'esperimento, sia stata fatta  dagli  studenti che hanno partecipato ad un Workshop, motivandola con il fatto che gli insetti sono i soggetti  che avviano  normalmente il processo  di trattamento  dei rifiuti conferiti quotidianamente nelle discariche. Curiosità: pare che il Bio-Bug abbia superato anche la [temutissima] prova olfattiva: infatti nessuno dei presenti all'inaugurazione ha avvertito qualche odore insolito… [per un'autovettura]

 [Via: Il Mattino - 9Online- Terra!- Il Riformista - Foto: Napoli-blogolandia.it]

 /regi-lagni-acerra-nola

"Ladri di futuro": così sono stati definiti dal procuratore di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo, i responsabili del disastro ambientale dei Regi Lagni, per rimediare al quale non basteranno tre generazioni. Impressionante l’elenco di reati contestati: disastro ambientale, avvelenamento di acque, truffa aggravata, danneggiamento di acque ed edifici pubblici, gestione illecita di rifiuti, immissione di rifiuti in acque superficiali ed abbandono su suolo, interruzione di pubblico servizio, distruzione e deturpamento, scempio paesaggistico ambientale, omissione di atti d’ufficio, falsità in atti commessa anche da pubblici ufficiali. «Il dato più allarmante – ha commentato il procuratore generale, Vincenzo Galgano – è l’indifferenza generalizzata per la salute e per il futuro. (…) queste persone hanno tolto vivibilità e salute non solo ai figli, ma anche alle generazioni future.
Il video, corredato di migliaia di fotografie, girato e diffuso dalla Guardia di Finanza con il contributo di alcuni funzionari dell’Arpac e dell’Enea nell’ambito dell’operazione “Acque chiare”, presenta uno scenario apocalittico, con carcasse di animali e autoveicoli, scarti industriali, scorie di altoforni, solventi che galleggiano in riva al mare del litorale tirrenico tra lo foce del fiume Volturno e Lago Patria. Si è arrivati così all’emissione di 26 ordinanze applicative di misure cautelari personali, che hanno riguardato imprenditori attivi nella gestione dei grandi impianti di depurazione delle acque reflue urbane e titolari di aziende che sversano i loro reflui inquinanti nei canali affluenti la rete idrica pubblica. Destinatari di tali misure Gaetano De Bari, amministratore delegato della Hydrogest, Domenico Giustino, presidente del consiglio di amministrazione della stessa società, Luigi Piscopo, capo impianto del depuratore di Orta di Atella, e Mauro Pasquariello, capo impianto del depuratore di Foce Regi Lagni. Le misure reali hanno invece interessato quattro impianti pubblici di depurazione situati a Villa Literno, Marcianise, Orta di Atella (nel casertano) e Marigliano (NA) di proprieta’ della Regione Campania, di cui, i primi tre affidati in concessione alla Hydrogest Campania Spa e il quarto gestito dal consorzio di imprese ‘Dondi-I.B.C.-Inpec‘ nonche’ 25 aziende zootecniche, ritenute tra le piu’ significative fonti inquinanti del sistema idrico monitorato. Ben 250 in totale  le aziende zootecniche censite, concentrate nel territorio dei “Mazzoni” e utilizzatrici della rete pubblica dei canali che confluisce nei Regi Lagni. E i depuratori che dovevano garantire la purezza delle acque non funzionavano. «La rete dei depuratori – ha denunciato il procuratore Donato Ceglie, titolare dell’inchiesta insieme al procuratore capo Paolo Mancuso – invece di contribuire alla bonifica delle acque diventava funzionale ad un peggioramento sistematico delle stesse». Paradossalmente era meglio che non funzionassero: l’acqua in uscita dagli impianti era peggiore di quella in ingresso, con valori superiori centinaia di volte ai parametri di legge. E oltre al danno ambientale di proporzioni incalcolabili, si aggiunge anche la truffa ai danni dei cittadini dei comuni di Casal di Principe, Villa di Briano, Frignano e Marigliano che pagavano da anni la tassa per la depurazione delle acque non sapendo che i loro comuni non erano collegati alla rete. Negli atti si parla anche di “avvelenamento” delle acque dovuto “alla criminale inefficienza del sistema di depurazione pubblico“. E infatti: dal 1999 esiste un “organo di controllo pubblico dei depuratori”, costituito da 6 dirigenti, 3 collaboratori tecnici, 9 esperti (professionisti esterni), 7 segretari degli esperti: costi stimati di questo ufficio (oltre gli stipendi) 4 milioni di euro in otto anni.
Molti, tra gli indagati, sono membri della Commissione di controllo. Se ne contano 15 e, tra loro, anche un professore universitario: Manlio Ingrosso.(…) “Bastava redigere una relazione tecnica mensile, pressoché a ciclostile, nella quale nulla si diceva circa il disastroso stato del depuratore. Si avallava acriticamente ogni attività del gestore e si portava all’approvazione della Commissione di esperti”. E gli "esperti" approvavano. “Di approvazioni, da parte della Commissione di controllo, ce ne sono a centinaia”.

[Via: Chen Ying]

China_pollution_luguang_06 

Ex operaio, fotografo dal 1980 (freelance dal 1993), Lu Guang è un reporter interessato soprattutto ai ‘fenomeni sociali e alla gente che vive al livelli più bassi della società’. Ha vinto numerosi premi con progetti fortemente connotati dal punto di vista sociale: “Gold rush in the west”, “Drug girl”, “Small coal pit”, “HIV village”, “The Grand Canal”,“Development of the Qinghai-Tibet Railway” ed ora "Pollution in China", una sconvolgente sequenza di 40 fotografie (visibile integralmente con didascalie in inglese sul sito China Hush) per denunciare  i devastanti effetti dell’inquinamento industriale in Cina che gli è valso il premio di 30 mila dollari della Smith Grant in Humanistic Photography. La tristezza dei paesaggi inquinati è accentuata dai colori cupi e surreali delle fotografie: oltre all’immane danno ambientale sembra di percepire in prima persona il malessere per le malattie croniche (una su tutte: la schistosomiasi) e per la piaga delle malformazioni causate dall’esposizione ai veleni nell’aria e all’inquinamento senza controllo dei corsi d’acqua.

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