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Posts Tagged ‘sperimentazione’

SmartFusion

Si chiama 'Smartfusion' ed è un progetto della Comunità europea per il miglioramento della logistica urbana, che coinvolge 14 partner di sette Nazioni (Italia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Belgio, Svizzera, Svezia) tra le quali Regione Lombardia. Il progetto è stato illustrato alla Camera di Commercio di Como alla presenza dell'assessore al Commercio, Turismo e Servizi della Regione Lombardia Margherita Peroni. Presenti, tra gli altri, il sindaco Mario Lucini, gli assessori comunali al Commercio Gisella Introzzi, alla Mobilità Daniela Gerosa e all'Ambiente Bruno Magatti e il prefetto Michele Tortora.
"'Smartfusion' – ha detto l'assessore Peroni - ha l'obiettivo di razionalizzare i servizi di distribuzione urbana delle merci nell'ottica di una riduzione dell'inquinamento e del traffico, prevedendo tre sperimentazioni: a Berlino, Newcastle e Como". La sperimentazione nella città di Como, citta medievale e quindi a rischio 'soffocamento' se il traffico non è ben organizzato, prevede, in particolare, il collaudo di veicoli elettrici e ibridi nella distribuzione delle merci, la razionalizzazione dei percorsi con l'uso di sistemi di navigazione avanzata con particolare attenzione alle merci pericolose e il miglioramento delle modalità di utilizzo delle piattaforme logistiche. "Obiettivo del progetto dimostrativo a Como – ha sottolineato l'assessore Peroni - è la sperimentazione di un sistema di monitoraggio remoto per veicoli ecologici in grado di consentire una gestione dinamica delle attività, integrando sistemi di previsione dei consumi energetici e algoritmi per la pianificazione delle consegne in ambito urbano ed interurbano". L'Europa è attenta al tema della mobilità intelligente e del rispetto dell'ambiente. "Il nostro impegno – ha concluso l'assessore regionale – è quello di migliorare la qualità della vita nelle nostre città nel rispetto delle realtà economiche e dei cittadini. In questa battaglia non siamo soli. L'Unione europea è con noi". Il progetto durerà tre anni (da aprile 2012 a marzo 2015) e sarà finanziato principalmente dalla Comunità Europea (con oltre 4 milioni di euro complessivi nel triennio) nell'ambito dell'iniziativa 'Green CAR' del 7 Programma, quadro Fp7. [Via: Lombardia Notizie]

[Via: Il Sostenibile] – Foto: renewableenergyworld.com]

CPV_System_fotovoltaico_a_concentrazione

(…)  La produzione di energia elettrica ottenuta sfruttando l’effetto fotovoltaico è da tempo considerata una delle realtà più promettenti per la generazione da fonti rinnovabili. La ricerca in questo settore è particolarmente sviluppata e RSE – Ricerca sul Sistema Energetico – ha sviluppato nel corso degli anni notevoli competenze sull’argomento. Per proseguire questa attività e per esplorare le nuove frontiere della tecnologia, RSE apre a Piacenza un nuovo centro di ricerca sulle celle fotovoltaiche a concentrazione. (…)  Si tratta di una tecnologia ancora in fase di sviluppo, per la quale il l’Italia possiede competenze e strutture produttive adeguate. Può quindi rappresentare un prodotto di successo per il rilancio l’economia e per lo sviluppo scientifico e tecnologico. RSE sta svolgendo diverse attività di ricerca in questo settore e in particolare coordina un importante progetto europeo sul fotovoltaico a concentrazione. Queste attività beneficeranno di importanti sviluppi, grazie alla messa a punto dei nuovi laboratori di Piacenza, dotati di attrezzature innovative e di infrastrutture come camere bianche e gialle, oltre a impianti e apparecchiature ad altissima tecnologia quali il laboratorio per la crescita epitassiale MOCVD e il laboratorio di fotolitografia. [...Leggi tutto su Il Sostenibile]

[Via: Il Giornale - Foto: orlando72]

 

(…)  L'iniziativa riguarda 18mila metri quadri nell'area degli arrivi del terminal 1 dello scalo milanese di Malpensa.  La pavimentazione è stata trattata con un prodotto fotocatalitico con biossido di titanio, Coverlite, che porta a reazioni di trasformazione dei gas inquinanti in sali, abbattendo lo smog nell'aria. La sperimentazione, la prima in un aeroporto italiano e costata 130mila euro, dopo un monitoraggio di due mesi, ha portato al risultato di una riduzione degli ossidi di azoto del 9%. «Siamo il primo gestore aeroportuale ad aver voluto la sperimentazione di questa soluzione» ha detto il presidente di Sea Giuseppe Bonomi – con una precisa preoccupazione anche per quanto avviene fuori dall'aeroporto». Soddisfazione anche da Legambiente: «Iniziative come questa possono fare molto per ridurre l'inquinamento».

[Via: Casa&Clima] – Foto: Wempower]

Venezia_energia_moto_ondoso

(..) I prototipi sperimentali, costituiti da un galleggiante e da un generatore, sfruttano il Principio di Archimede, ossia un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l'alto eguale al peso del liquido spostato, quindi un galleggiante di peso trascurabile potrebbe muovere un analogo volume d'acqua. Nel tempo che intercorre tra due picchi dell'onda, il galleggiante si muove dalla massima altezza al livello zero del mare per risalire al punto più alto. I tre sistemi, denominati rispettivamente “Mini GIANT”, “GIANT” e “WEM, sono realizzati da due aziende italiane che, a titolo gratuito, li stanno sperimentando insieme ad AGIRE (Agenzia veneziana per l'energia) MINI GIANT (Generatore Integrato Autonomo Non Tradizionale) è già attivo lungo il canale della Giudecca ed è stato realizzato appositamente per Venezia – come ha sottolineato l’assessore all’Ambiente – perché consente di sfruttare sia il moto ondoso delle imbarcazioni, sia le onde di rimbalzo sulle rive dei canali. Si tratta di un sistema ingegnoso capace, una volta a regime, di diventare un perfetto micro-serbatoio di energia per uso domestico. In mare aperto, invece, verranno testati il sistema GIANT, una specie di enorme "fungo" capace di produrre e immagazzinare 12.000 kWh all'anno e il sistema WEM – Wave Energy Module – più impattante e complesso rispetto a Giant, ma in grado di generare 35.000 kWh all’anno e coprire, ad esempio, l’intero fabbisogno energetico di un asilo.

[Via: Eco dalle Città - Foto: ecologia]

 sequestro_CO2

Avviato presso la centrale termoelettrica “Federico II” di Cerano il progetto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica. Il “sequestro” della CO2 prevede la fluidificazione e l’iniezione della anidride carbonica in profondità, nei vecchi giacimenti di idrocarburi esauriti (…)  La centrale di Brindisi vantava, fino al 2009 lo spiacevole primato di 13 milioni di tonnellate di CO2 emesse in un anno (il 36%, delle 11 centrali attive in Italia). Per avere un altro termine di paragone, l’Ilva di Taranto ne produce 5,2 milioni. (…) La CO2, dopo alcuni passaggi, viene fluidificata e trasportata per poi essere iniettata in profondità nelle cosiddette “trappole geologiche”, i vecchi giacimenti di idrocarburi ormai esauriti, capaci di contenere tale gas per diverse centinaia di anni.  Per la centrale di Brindisi i costi di trasporto e perforazione sarebbero relativamente contenuti, in quanto la CO2 potrebbe essere iniettata direttamente in mare, così come è mostrato in un video della British geological survey, riconosciuta come un centro europeo di eccellenza per lo studio Css di CO2 [anche se inquesta fase di sperimentazione il gas verrà portato nel sito di Cortemaggiore, in provincia di Piacenza]. Tutto facile, dunque? Non esattamente. In tema di “Cattura e sequestro della CO2”, Greenpeace ha prodotto il rapporto “Sequestro di CO2: una falsa speranza” , secondo cui questo sistema avrebbe dei costi ambientali ed economici molto onerosi: (L'impianto pilota di Brindisi – che entrera' in servizio nel 2012 –  comporterà ad ENEL un costo di circa 20 milioni di euro, mentre per l'impianto CCS di Porto Tolle che dovrà entrare in esercizio dal 2015 si prevede un investimento di 500 milioni di euro): iniettare CO2 nelle sacche geologiche richiederebbe molta energia, pari al 40% della potenza sviluppata da una centrale. Inoltre permangono i timori dell'opinione pubblica per  l'eventuale fuoriuscita di nuvole velenose di CO2 (effetto Nyos). Resta sempre la solita questione: Non sarebbe meglio cercare di produrne meno, anzichè produrla e poi doverla anche smaltire?

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